Tassazione conti deposito: come funziona?

I conti deposito sono prodotti indubbiamente molto interessanti. Ideali per chi vuole investire piccole somme, devono essere scelti con attenzione. Per trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, è il caso di controllare diversi aspetti, come per esempio la tassazione dei conti deposito.

Quando si parla di tassazione dei conti deposito, bisogna prendere in considerazione diverse voci. Vediamo assieme quali nelle prossime righe.

Imposta di bollo: cos’è e quando viene applicata

Tra le voci da considerare nell’ambito della tassazione conti deposito, è il caso di ricordare l’imposta di bollo. Di cosa si tratta? Di un’imposta indiretta che viene applicata in quei casi che prevedono la possibilità di manifestare la capacità contributiva di una persona. L’imposta di bollo è considerata un onere indiretto in quanto viene pagata attraverso l’acquisto di una marca da bollo.

Per calcolare l’imposta di bollo in sede di analisi della tassazione dei conti deposito bisogna considerare innanzitutto la durata del vincolo. In poche parole, l’imposta di bollo è sì una tassa annuale, ma viene calcolata parzialmente nel caso di conti che hanno un vincolo inferiore a 12 mesi.

Da ricordare è inoltre che, nel caso dei conti deposito, l’imposta è fissa nella misura dello 0,2% del saldo disponibile l’ultimo giorno lavorativo dell’anno. In concreto, l’imposta di bollo di un conto deposito è pari al 2 per mille della somma depositata dall’utente.

Fondamentale è però la distinzione tra persone fisiche e non. Nel secondo caso, è infatti previsto un tetto di 14.000 euro. Per quel che concerne le persone fisiche, non sono invece previsti limiti di alcun genere.

Trattamento fiscale degli interessi

Un’altra voce importante da considerare quando si parla di tassazione dei conti deposito è il trattamento fiscale degli interessi generati dal conto. Questi ultimi, sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%.

Fermandosi qui le cose appaiono estremamente semplici. Per effettuare il calcolo degli interessi netti, risulterà infatti sufficiente moltiplicare quelli lordi per 1-26%.

La situazione diventa un po’ più articolata nel già citato caso dell’imposta di bollo. Tornando un attimo alle sue caratteristiche, ricordiamo che viene calcolata al momento della rendicontazione del conto deposito.

Se quando viene effettuata la rendicontazione il conto è attivo, l’ammontare dell’imposta di bollo corrisponde allo 0,20% di quanto investito per la frazione di anno in cui il conto è risultato attivo.

Nel caso in cui il conto risulta vuoto per via della scadenza del vincolo, la somma dovuta a titolo di imposta di bollo corrisponde a 1 euro.

 

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